Blog di informazione Libera e Indipendente a Gussago Fatti, Opinioni, Pensieri, Avvenimenti, Novità sul territorio. Qui non vi sono censure alle opinioni e ai vostri commenti (naturalmente il tutto nel rispetto e nell'educazione) pertanto siete i benvenuti.

giovedì 15 ottobre 2009

...e dopo l'ordinanza Francobollo arriva l'ordinanza fantasma!!!

Tempo fà parlammo dell'ordinanza di carnevale, dove venivano vietati alcuni comportamenti tipici dei ragazzini in quel periodo di festa quali ad esmpio l'utilizzo di bombolette schiumogene, come spiegato nel post, niente da eccepire sui contenuti ma sulle modalità di pubblicazione sicuramente qualcosa in più si poteva fare.. Ebbene, per la serie al peggio non c'è mai fine, ancora una volta il benestante comune di Gussago, emette due ordinanze (se è vera la leggenda di quella sul Bourqua forse son tre..) in cui si dà notizia della indispensabile necessità ed urgenza di emissione ed applicazione, in pompa magna alla stampa locale, ma che in realtà se le provate a cercare non le si trova da nesuna parte!!
Ah! scusate è vero vengono affisse per regolamento all'albo pretorio...mea culpa perdonatemi il lapsus....però una domanda ve la vorrei fare : ma quanti di voi sanno dove si trova l'albo pretorio a Gussago?







Detto ciò, stavolta vi risparmio la fatica della ricerca e ve le propongo io (per gentile concessione del PD, vi consiglio di salvarle in locale perchè si fà un pò fatica a leggerle):


- Ordinanza del Sindaco contro l'accattonaggio >>>>> qui

- Ordinanza del Sindaco contro la vendita abusiva >>>>>>>qui

Piano antitraffico: in cantiere la Gussago-Brione

Giornale di Brescia  

L’opera è stata progettata per realizzare una tangenziale in tre lotti che dirotti auto e camion all’esterno di Navezze

Il centro abitato di Navezze da cui parte la tangenziale
L’opera è stata progettata per realizzare una tangenziale in tre lotti che dirotti auto e camion all’esterno di Navezze

GUSSAGO Al via il secondo lotto della tangenziale di Navezze. Dopo 15 giorni di lavori la nuova deviante che per la riduzione del traffico dalla storica frazione di Gussago inizia a prendere forma. Dalla rotatoria su via Del Castagneto si può già intravedere la lingua di terra battuta che entro la prossima estate verrà poi ricoperta dal manto di asfalto, consentendo di deviare gran parte del traffico verso Brione e Polaveno che transitava per il paese franciacortino.
Un’opera avviata dalla precedente amministrazione dal costo complessivo di circa un milione e mezzo di euro, che ora vede la luce dopo un iter tortuoso per la complessità delle trattative con i vari proprietari terrieri, tra le cause che hanno portato a slittare per anni la data di avvio lavori, ci sono anche le modifiche subìte dal progetto di questo secondo lotto, modifiche che hanno fatto levitare abbondantemente il costo dell’opera rispetto ai 950mila euro previsti. La strada è stata prolungata di un centinaio di metri rispetto al progetto iniziale, dove lo sbocco avrebbe dovuto essere su vicolo Alfiere, rispetto all’attuale soluzione che vede l’intersezione della strada su vicolo Molino vecchio tramite la realizzazione di una rotatoria. Punto nevralgico del nuovo progetto è anche lo scavalco del torrente Canale unico previsto nella realizzazione dell’opera, che dovrebbe continuare ad affiancare uno dei principali corsi d’acqua che attraversano il paese franciacortino.
Ora la Giunta guidata da Lucia Lazzari sta operando alcune valutazioni in merito alla riduzione del consumo di suolo sul progetto del terzo ed ultimo lotto dell’opera che allo stato attuale del progetto, dovrebbe prolungare il tracciato sino sul torrente Canale qualche centinaio di metri prima del ex cementificio.
I lavori del terzo lotto, quindi, potranno avere inizio solo al termine dello studio in corso.
Davide Lorenzini 



lunedì 12 ottobre 2009

Azzerato il Pgt: «È tutto da rifare»


BRESCIAOGGI
Sabato 10 Ottobre


 La nuova giunta comunale affossa il Piano urbanistico


Azzerato il Pgt: «È tutto da rifare»

Sul territorio è annunciato un cambio di rotta: «Non ci servono altre case, ma più servizi»

«Strade e scuole sono le priorità». Luca Aliprandi, assessore all'Urbanistica di Gussago, sintetizza in due parole l'azione della nuova amministrazione comunale di centrodestra, che ha azzerato il Piano di governo del territorio adottato dalla precedente maggioranza.
«Non è in sintonia con i nostri principi - ha detto - che sono: tutela del territorio con il minimo consumo di aree, interesse paesaggistico, riqualificazione dei centri storici, il potenziamento dei servizi, la mobilità. Questi obiettivi non possono essere perseguiti dall’attuale strumento urbanistico».
Aliprandi ha aggiunto: «A Gussago ci sono più di 600 appartamenti sfitti. Che senso ha continuare a costruire case?».
Ma il suo no è anche per i capannoni, definiti «blocchi invasivi e devastanti. Salviamo il salvabile. Per noi la qualità della vita è prioritaria».
L'assessore si dice convinto che sarà rispettata la scadenza del 31 marzo 2010: termine ultimo per approvare il Pgt.
Altro contendere: le spese previste di 20 milioni di euro per le opere pubbliche. «Alcune non le condividiamo. Quindi, revochiamo l'attuale strumento urbanistico e ne redigiamo uno nuovo che tenga conto dei nostri indirizzi».
La cancellazione del Pgt non ha trovato d'accordo l'ex maggioranza. L'ex sindaco Bruno Marchina ha difeso il precedente operato: «La revoca è un atto forte. Il Pgt si basa per legge sul parametro legato al decennio precedente sul numero delle famiglie. Si prevedevano solo 22 mila metri quadrati di edificato per realizzare 230 appartamenti in cinque anni, di cui un buon numereo in aree Peep. Inoltre si evidenzia che le superfici fuori dai centri abitati sono vincolate, prevedendo, la diminuzione degli indici volumetrici».
Riguardo ai 20 milioni di opere pubbliche, Marchina precisa che «sono comprese quelle eseguite dai privati». S.BO.

venerdì 9 ottobre 2009

Sport a Gussago

Vi propongo un simpaticissimo video della palestra Judo di Gussago, naturalmente con l'occasione approfittiamo per fare un pò di propaganda a questa disciplina  diffusa dal maestro Luciano Botticini.
Faccio anche un'appello a tutte le società sportive nel caso vogliano diffondere materiale sulle discipline, il nostro blog le accetterà molto volentieri.




mercoledì 7 ottobre 2009

BreBeMi: intesa sugli espropri

Giornale di Brescia

Ettore Prandini «Per Coldiretti procedure ok, ma vigileremo» 
 
Coldiretti è tra le associazioni firmatarie del protocollo d’intesa sulla partita degli espropri per BreBbeMi.
A Brescia il presidente Ettore Prandini segue ovviamente da vicino la situazione: «Il primo punto che ha convinto la nostra associazione ad aderire riguarda la certezza dei pagamenti, affinchè non si ripeta un caso analogo a quello della Statale 11 per cui si è dovuto far ricorso ad un giudice. La garanzia è che l’80% dell’importo concordato venga liquidato alla stipula dell’accordo e il resto liquidato in tempi relativamente brevi».
La questione diviene complessa in presenza di aziende che, a seguito dell’esproprio, verranno messe in condizione di non poter lavorare per un certo periodo. Parliamo di quelle realtà per le quali scatterà l’abbattimento degli edifici, che nel Bresciano sono una quindicina.
«In questo caso - prosegue Prandini - la questione è più complessa. Si dovranno valutare e quantificare i danni subiti dagli agricoltori non solo per l’abbattimento degli edifici, ma anche per il tempo durante il quale le loro attività rimarranno improduttive. In questo caso sarà importante il ruolo che svolgeremo come consulenti a fianco dei diretti interessati».
Infine, ma non per ultimo, c’è la questione relativa alla conservazione della rete irrigua. «È ovvio - dice Prandini - che il cantiere taglierà parecchi punti di irrigazione. Abbiamo la garanzia che verranno installati sistemi in grado di garantire il servizio anche durante i lavori».
Il tracciato di BreBeMi nella nostra provincia interessa ben tredici comuni: Brescia, Castegnato, Castrezzato, Cazzago San Martino, Chiari, Cologne, Gussago, Ospitaletto, Roncadelle, Rovato, Rudiano, Travagliato e Urago d’Oglio. In tutto sono circa 1.400 i proprietari coinvolti.


Vedi il tracciato
 










Giornale di Brescia   

 
L’immagine è stata scattata a Urago d’Oglio <BR>durante la posa della prima... gettata per BreBeMiLe procedure espropriative lungo l’asse dei 62 chilometri del tracciato della BreBeMi, interessano un totale di 495 ettari e circa duemila aziende, l’80% delle quali sono agricole mentre 1.170 si trovano all’interno di una fascia di «rispetto» di due chilometri dall’asse autostradale.
Proprio per l’imponenza del progetto e per le problematiche connesse (ricordiamo che solo a Chiari una quindicina di aziende verranno spazzate via dal tracciato) ieri in Regione è stato firmato un protocollo che definisce criteri di valutazione condivisi e procedure semplificate per gli indennizzi a chi dovrà subire un esproprio del proprio terreno agricolo a causa del passaggio della BreBeMi. Il testo è stato sottoscritto dagli assessori alle Infrastrutture e Mobilità e all’Agricoltura della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo e Luca Daniel Ferrazzi, insieme ai rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole (Confagricoltura, Coldiretti, Cia) e dei proprietari fondiari. «Abbiamo voluto sottoscrivere questo protocollo con le organizzazioni di categoria - afferma l’assessore Cattaneo - perché convinti della bontà del metodo di lavoro che abbiamo portato avanti in questi anni: non un commissario che impone le decisioni facendole calare dall’alto, ma il confronto con il territorio per condividere il più possibile le soluzioni da intraprendere. Tanto che più che di espropri è più corretto parlare di acquisizioni concordate a prezzi di mercato. Velocizzare i tempi di indennizzo e semplificare le procedure, riducendo i margini di interpretabilità delle norme in vigore, non può che incentivare lo spirito di collaborazione per la realizzazione del bene comune che è già così forte nei cittadini lombardi».
Il protocollo prevede la condivisione dei criteri di valutazione degli indennizzi a favore di chi subisce un esproprio totale o parziale della propria azienda, ma anche a chi, pur non subendo l’esproprio, subisce un danno dalla realizzazione dell’infrastruttura. Per quanto riguarda gli accordi sottoscritti nel protocollo, BreBeMi si impegna a vigilare affinché l’impresa affidataria dei lavori provveda, compatibilmente con le esigenze di sicurezza dei cantieri, a effettuare quanto possibile per consentire l’irrigazione e lo scolo di terreni, nonché il transito dei soli mezzi agricoli e, alla fine dei lavori, al ripristino di canali irrigui, tubazioni e strade. Le organizzazioni di categoria, invece, per parte loro attiveranno un servizio di consulenza a disposizione dei propri associati, anche per quanto riguarda i rapporti con le istituzioni incoraggiando l’accordo.
Claudio Venturelli

lunedì 5 ottobre 2009

Gussago Richiedei: i sindacati chiedono soluzioni partecipate

Giornale di Brescia

GUSSAGO
I lavoratori del Richiedei di Gussago chiedono soluzioni partecipate. Le tre associazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil indirizzano un invito che va dal nuovo consiglio di amministrazione guidato da Fausto Gardoni passando per Amministrazione comunale, Regione Lombardia, Asl, Spedali Civili di Brescia e Azienda ospedaliera Mellino Mellini di Chiari.
«Ci rivolgiamo a tutti i soggetti pubblici che hanno a che fare direttamente o indirettamente con il Richiedei - spiegano i sindacati -. Le difficoltà economiche della Fondazione Richiedei di Gussago non si superano con il ricorso a contratti di lavoro che penalizzano il personale. Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà economiche della struttura, ma chiediamo che la crisi venga affrontata con un piano complessivo per il rilancio della Fondazione. Per tanto abbiamo chiesto al Cda un incontro urgente».
I sindacati si dicono pronti anche a organizzare assemblee pubbliche coinvolgendo sia lavoratori che cittadini dal momento che «il rilancio del Richiedei riguarda tutte le comunità dei paesi su cui la struttura sorge».

Torna grapperie aperte A Gussago la festa della Distilleria Peroni

Giornale di Brescia
03/10/2009

Tra gli alambicchi nel 2008Nonostante il «periodo nero» dell’economia italiana e la lotta al consumo di alcol, come ogni anno, gli associati dell’Istituto Nazionale Grappa si stanno preparando per la grande giornata di Grapperie aperte, l’occasione per mostrare al pubblico gli impianti di produzione del distillato italiano per eccellenza. L’edizione 2009, che si terrà domenica prossima 11 ottobre, vedrà protagoniste numerose aziende della penisola, dall’Alto Adige alla Sicilia, che apriranno le porte ai visitatori proponendo degustazioni e visite guidate. Per un superalcolico non sembra il momento, ma l’Istituto dice che la grappa, a differenza di molti altri superalcolici, mal si presta ad essere assunta in forti dosi, e quindi non può certo essere tacciata quale responsabile dei molti disastri sociali legati al consumo smodato di alcol.
Nel Bresciano è il giorno della Distilleria Peroni Maddalena di Gussago. Il programma offrirà visite guidate agli alambicchi in funzione, nella barricaia dove i distillati invecchiano e al processo di imbottigliamento. Dulcis in fundo una degustazione di distillati. Il pasticciere Bazzoli preparerà in diretta cioccolatini alla grappa e all’interno dell’azienda sarà allestita una mostra di opere in ferro battuto del Maestro Bonometti, aperta a tutti gli ospiti. Durante la giornata, in occasione del 40° anniversario dell’attività delle Distillerie Peroni Maddalena, sarà presentata una riserva.

domenica 4 ottobre 2009

LA PROTESTA: BASTA al passaggio delle vetture provenienti da Gussago In via del Santellone, stufi del traffico da superstrada

BresciaOggi
Venerdì 02 Ottobre 2009



LA PROTESTA. I residenti nel tratto che dalla cascina della Badia va al ponticello sul canale Bodutto si dicono sempre più esasperati dal transito dei mezzi pesanti

In via del Santellone, stufi del traffico da superstrada
 
«A tutte le ore il passaggio dei veicoli commerciali da o verso le aree produttive di Cellatica e gussago»  

  È dal 2003 che gli abitanti di via del Santellone protestano. Lo hanno fatto sommessamente, lo hanno fatto attraverso lettere ai giornali e all’amministrazione, lo hanno fatto con assemblee pubbliche, lo hanno fatto, qualche anno fa, anche con una petizione di sessanta firme. Volevano e chiedevano che la loro via migliorasse un po’ e diventasse più vivibile, meno caotica come invece è, manco fosse una arteria provinciale mentre è solo una via di quartiere, stretta, troppo stretta. Già, perchè il problema è la sproporzione tra la morfologia della via e il suo utilizzo. È dall’uso insomma che discende la gran parte dei disagi che i residenti non si stancano di denunciare da anni.
Il pezzo di via del Santellone in questione è quello - lungo poco meno di 800 metri - che dalla cascina della Badia va al ponticello sul canale Bodutto, segnando il confine con il Comune di Cellatica. Sul lato nord si stendono campi, su quello sud si affacciano le case Marcolini nelle quali abitano anche i sessanta cittadini già firmatari di una petizione. Qui transitano a tutte le ore, anche la sera, i veicoli commerciali che provengono oppure si dirigono alle aree produttive di Cellatica e gussago. Un via vai sostenuto, che tempo addietro fu anche calcolato. L’allora circoscrizione Terza fece installare sul ponticello una piastra di rilevazione dei passaggi di veicoli. Risultarono 3.450 ogni giorno, ore notturne comprese. Un transito alimentato anche dai navigatori satellitari, che indicano proprio questa come la via più breve per le aree industriali.
IL TRANSITO è per la gran parte di furgoni, ma anche di veri e propri camion che prediligono questo percorso più defilato, rapido e decongestionato alla sottostante e spesso intasata via Vallecamonica. Raccontano alcuni residenti che il traffico commerciale rimbomba fastidiosamente nelle case a causa della loro vicinanza con il bordo strada. Del resto si tratta di una via molto stretta, tanto che - pur essendo a doppio senso di marcia - manca della linea di mezzeria, aspetto segnalato come non una secondaria fonte di pericolosità. Ed è così stretta che non è infrequente vedere i furgoni in arrivo da Cellatica superare il ponticello contromano; quella corsia d’altronde è un po’ più agevole e si rischia meno di strusciare i guard-rail messi al posto di quei fittoni che non a caso finivano regolarmente piegati o abbattuti.
GLI ABITANTI della Badia non chiedono la luna, ma solo che questo tratto diventi somigliante a quello perpendicolare che collega via Vallecamonica. Un tratto che era stato riqualificato, con tanto di pista ciclabile e lampioncini, al tempo della ristrutturazione della cascina, e che si presenta a tutti gli effetti come una strada di città; peccato che svoltata la curva, diventi una strada di campagna. Eppure - sostengono da sempre i residenti - è una strada comunque strabattuta e spesso a grande velocità.
Quello degli eccessi di velocità è un altro problema segnalato dalla popolazione, e fa riferimento soprattutto a chi, dopo il tramonto, prende quel rettilineo a campo di sfide con moto o auto, genere «Gioventù bruciata». Non si può dimenticare che qui c’è una residenzialità di anziani e che gli spazi per il transito, già esigui, sono ridotti anche dal fatto che alcuni sono costretti a parcheggiare fuori di casa: in pochi hanno il garage.
PER QUESTO le richieste avanzate all’amministrazione attuale, come in precedenza a quella Corsini, sono di impedire ai mezzi commerciali di passare da via del Santellone e di mettere in sicurezza gli incroci con attraversamenti pedonali protetti. Ancora: realizzare una rotatoria all’incrocio della cascina e posizionare dei dissuasori, che potrebbero essere i nuovi rilevatori di velocità di cui si parla per viale Bornata e altre grandi direttrici periferiche, dal momento che l’Amministrazione s’è orientata a mandare in soffitta i classici dossi in cemento o in plastica. Ma la soluzione ottimale - sostiene Fabio Zipponi, residente - sarebbe la riqualificazione della via secondo i criteri della «zona 30», sul modello di quanto fatto in via Violino di sotto. Piccole rotatorie, passaggi pedonali in rilievo, piste ciclabili e aiuole lungo. «Così via del Santellone - spiega - diverrebbe quella via residenziale e di quartiere che è realmente, e non la strada intercomunale, di servizio, il surrogato per chi non vuole percorrere la 510, come invece ha finito con essere interpretata».
 
Eugenio Barboglio