Blog di informazione Libera e Indipendente a Gussago Fatti, Opinioni, Pensieri, Avvenimenti, Novità sul territorio. Qui non vi sono censure alle opinioni e ai vostri commenti (naturalmente il tutto nel rispetto e nell'educazione) pertanto siete i benvenuti.

domenica 29 marzo 2009

Questione BADIA infuria la polemica, si arriverà ad una soluzione?





La Replica di Marchina, Sindaco di Gussago

GUSSAGO

Il sindaco difende le scelte fatte nel Pgt

Bresciaoggi sabato 07 marzo 2009

«Non siamo dei cementificatori e nemmeno calpestiamo l'ambiente, per cui nutriamo il massimo rispetto. Ma non possiamo tacere di fronte alla mistificazione della verità». Bruno Marchina, sindaco di Gussago, rimanda al mittente le accuse del comitato spontaneo della Badia nei confronti del Comune. Ammette che il Pgt ha individuato un'area produttiva a nord del confine di Brescia, sottolineando che nello strumento urbanistico è prevista una fascia di rispetto di oltre 60 metri. «Non è colpa nostra - osserva Marchina -se il Comune di Brescia ha costruito sul confine, togliendo il vincolo di rispetto esistente, dopo l'autorizzazione regionale. L'assurdo è che ora è stato chiesto al Pirellone di porlo sul nostro territorio. Ma in Regione non hanno trovato nessuno disposto a sostenerli».

LA CONSEGUENZA? «Il Comune di Gussago non torna indietro, confermando quanto previsto nel Pgt». Marchina ricorda che, col precedente assessorato all'Urbanistica si era raggiunto un accordo. In che consisteva? «Si costruivano case e non capannoni, con la riqualificazione dell'esistente fonderia, presente sul territorio di Gussago da oltre quarant'anni. Ma tutto è stato rimesso in discussione dal comitato spontaneo, che chiedeva che l'area restasse agricola. Vorrei evidenziare che la fonderia era presente prima che il Villaggio Badia si allargasse. Se ci sono delle responsabilità urbanistiche vanno fatte risalire agli amministratori cittadini». Il sindaco di Gussago sottolinea che la fascia di rispetto prevista di oltre 60 metri costituisce una garanzia. «Magari Brescia avesse fatto altrettanto invece di gettarci addosso, tramite il comitato, la responsabilità di aver autorizzato l'insediamento di tre aziende».

S.BO.



La Risposta di Alberto Martinuz Consigliere Comunale PD Brescia


CASO BADIA

Il no di Gussago a quel progetto

Bresciaoggi,sabato 28 marzo 2009

Gentile direttore, dopo avere letto le dichiarazioni del Sindaco di Gussago, Marchina, apparse sul suo quotidiano il 7 marzo scorso, relativamente agli insediamenti (Capannoni) previsti sul Comune di Gussago a ridosso del Quartiere Badia, ritengo doveroso fare alcune precisazioni, non fosse altro per il ruolo che ho rivestito seguendo molto da vicino il complicato iter di questo intervento essendo stato Presidente della allora Terza Circoscrizione di Brescia. Non è vero che il Comitato della Badia e il Comune di Brescia sono la causa della mancata realizzazione dell’insediamento abitativo, che avrebbe dovuto sostituire i capannoni, le cause sono ben diverse. Il Comune di Brescia e la Terza Circoscrizione hanno a lungo lavorato con il Comune di Gussago sull’ipotesi di realizzare un insediamento abitativo di fronte a traversa Ottava alla Badia, sul territorio di Gussago, e il progetto era condiviso da tutti compresa la proprietà dell’area, la società MISA, che era ben contenta di costruire alloggi invece di capannoni. Faccio presente che la società in oggetto ha dichiarato per iscritto in una lettera inviata in Circoscrizione il suo assenso. L’unica realtà che si è, ad un certo punto, dimostrata contraria è stato il Sindaco di Gussago, che ha fatto cadere il progetto solo perché mancava un collegamento automobilistico tra il nuovo insediamento e la Badia. Il Comune di Brescia e la Terza Circoscrizione erano favorevoli ad un collegamento ciclo pedonale perchè a circa 100 metri esiste già una strada, via del Santellone, che collega la Badia con Gussago e il Comune di Brescia con una lettera scritta dall’Assessore all’Urbanistica ing. Mario Venturini l’8 febbraio 2006 si era reso disponibile a riqualificarla completamente per servire meglio il quartiere Badia e il nuovo insediamento. Il Sindaco di Gussago tuttavia ha detto di no. Di forte a questo inspiegabile diniego, il Comune di Brescia ha avanzato una ulteriore proposta nel novembre 2007 che sollecitava Gussago a mantenere l’area ad edilizia residenziale prevedendo una nuova strada in grado di collegare questo insediamento con via Valcamonica senza attraversare il quartiere Badia. Anche questa proposta è caduta nel vuoto. Concludendo condivido le preoccupazioni dei cittadini della Badia e del Comitato che hanno partecipato, discusso e contribuito a trovare una soluzione che sembrava a portata di mano. Quali siano le ragioni profonde che hanno determinato la scelta fatta dal Sindaco Marchina non mi è noto, di certo è stata sprecata una buona occasione per dimostrare ai cittadini che il dialogo tra le istituzioni, per il bene comune, è in grado di andare al di là degli interessi di un singolo Comune.

Alberto Martinuz

CONSIGLIERE COMUNALE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI BRESCIA

Tutto da rifare..



Purtroppo il tempo è stato inclemente, quindi, rimandato l'evento a data da destinarsi.

venerdì 27 marzo 2009

Inaugurazione della Terrazza in Villa


Osservando dalla collina della Santissima, già da tempo si notava questo bellissimo giardino, quindi raccogliendo l'invito dell'amministrazione pubblica e sperando anche nella clemenza del tempo per una buona riuscita dell'iniziativa,vi sottopongo la locandina con annesso programma.

giovedì 26 marzo 2009

C'era una Volta La 220....Ora non c'è più

La situazione mondiale che ha creato questa crisi, impone a tutti noi di fare le opportune azioni quotidiane, anche nel nostro piccolo, per migliorare la gestione familiare un pò in tutti gli ambiti, allora, come penso un pò tutti voi, stò valutando, cercando, qualcosa di più efficiente e risparmioso in campo energetico, poi chiaramente, vista la situazione ambientale, se ciò fosse anche prodotto con sistemi ecocompatibili farebbe proprio al caso mio. E allora mi vengono subito in mente le frasi di un blog che a settembre faceva il verso al nostro GussagoBlog, e che guarda caso si chiamava "Gussago Blog" dove si recitava un post in cui diceva:

17 set 2008 per gussago Vorrei aprire questo blog, denunciando una bella iniziativa del Comune di Gussago. Domenica, presso il polivalente di Gussago, in occasione dell’annuale fiera della Caccia, era presente uno stand dedicato al risparmio energetico. ...

e non vado oltre in quanto non faccio pubblicità a chi mi fà concorrenza sleale ;-)) questo a dire che mi è venuto in mente che proprio a Gussago, doveva esserci un'azienda con tutti i requisiti che cercavo, anzi, poi pensandoci meglio, mi sono venute in mente tutte le brochure inviate dal nostro comune dal 2006 in avanti e i gussagonotizie dove si annunciavano una serie di iniziative in collaborazione con questa fantastica azienda chiamata "LA 220".
Un' azienda innovativa che già dal 2006 raccoglieva preiscrizioni in attesa del fatidico momento della "liberalizzazione", bastava, si dice, accedere al loro sito e lasciare il nominativo che poi al momento opportuno si sarebbe stati ricontattati per fare il contratto. Alcune delle particolarità erano date dal fatto che oltre alle tariffe vantaggiose, produceva con fonti rinnovabili.
Insomma la faccio breve, comincio a cercare quà e là per internet, e che scopro? Che la 220 non c'è più!! Anzi non si capisce molto di che fine ha fatto, un'incorporazione si dice.. di sicuro non con tariffe vantaggiose e tantomeno prodotte con energie rinnovabili, anzi, pare che buona parte arrivi dalle centrali nucleari francesi!! E chi ha aderito? Si è beccato una bella fregatura, infatti alcuni casi si sono visti minacciare da Enel per gli insoluti, altri si sono trovati senza bolletta per mesi, tutti invece sono passati "d'ufficio" ad una nuova società che si chiama greennetwork con tariffe e condizioni sconosciute, mentre per le bollette hanno dovuto rivolgersi ad un altra società che si chiama Modula che tra l'altro acettava solo pagamenti a mezzo bonifico, insomma un bel pasticcio!!
Di questo argomento poi di seguito vi metto tutti i link e della vicenda, c'è parecchio da leggere (per cui prendetevi un pò di tempo) però una cosa mi lascia perplesso: ma i nostri bravi assessori Angeli e Ferlucci,che tanto hanno promosso quest'azienda, perchè tanto solertemente non hanno avvisato i concittadini della fregatura? Forse non lo sapevano? E quanti gussaghesi stanno avendo problemi? E il comune ha fatto accordi commerciali con questa azienda?
Come al solito, quando c'è da portare acqua al proprio mulino ci si mette in bella mostra , con puntualità certosina,con volantini, notiziari e quant'altro, magari pagati pure dai contribuenti, quando è invece il cittadino a rimetterci, meglio tacere e far finta di niente.
Bell'esempio di responsabilità pubblica.
Fortunatamente esiste il mondo dei blog che ancora una volta si dimostra il vero punto d'incontro dove la solidarietà e la sincerità dominano e se serve una mano trovi sempre qualcuno disposto ad aiutarti.

Cordialmente
Vs. Stefano



Tratto da: Qualetariffa.it

Dov’è finita LA220? Ora è Green Network

la220All’inizio della liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica erano pochi i nomi dei fornitori disposti a buttarsi sul mercato libero: ma tra questi spiccava “LA220”. Società giovane con un sito web colorato e di facile comprensione, che prometteva prezzi vantaggiosi di energia elettrica addirittura proveniente da fonti rinnovabili, al 100% certificata RECS. Purtroppo LA220 non esiste più e in molti si chiedono dove sia finita.

LA220 Spa è stata fusa per incorporazione insieme alla società Modula Spa in Green Network Spa, probabilmente, a seguito di inadempimento alle obbligazioni relative al contratto per il servizio di trasporto di energia elettrica intercorrente con Enel Distribuzione.

Sul sito di Green Network si può leggere il comunicato che rende pubblica la fusione: “In questo modo tutte le attività sono state “racchiuse” in Green Network. (…) le attività di vendita ai clienti finali sono state concentrate in Modula S.r.l. società unipersonale mentre tutte le attività connesse all’efficienza energetica sono state ricomprese ne La Scossa s.r.l. società uni personale”.

I clienti di LA220 in dicembre dovevano decidersi se rivolgersi ad un nuovo venditore di energia elettrica per rimanere nel mercato libero oppure se ritornare al mercato regolato. Ma a quanto pare ora sono diventati automaticamente clienti di Green Network.

Ma riconosciamolo, il comportamento di LA220 è stato fin dall’inizio poco trasparente: si pensi che il cliente interessato ad aderire alle offerte di LA220 era invitato a “mettersi in fila” presentando solo una “preadesione” alla società anziché un vero contratto. LA220 addebitava questa lunga attesa alla gestione del gran numero di adesioni di fornitura pervenute.

LA220 ha dimostrato anche poca trasparenza nella promozione delle offerte di energia elettrica: si pensi che LA220 ha iniziato a pubblicizzare l’offerta a luglio 2007 ma ha reso noti i prezzi dell’offerta “Fiorespina” solo a maggio 2008. Si trattava di un’offerta interessante che bloccava il prezzo della componente PE per due anni a 8,4c€/kWh. Nei successivi mesi autunnali LA220 si asteneva dal comunicare per telefono i prezzi della nuova offerta, che probabilmente non è mai esistita.

Agli ex clienti della società LA220 consiglio di visitare questo blog per trovare parecchie domande e risposte sulla fine de LA220.


Link:

eccetera , eccetera......


lunedì 16 marzo 2009

Il Richiedei deve essere salvato dal fallimento!


Il 14 marzo si è tenuta la prima conferenza stampa del neo Comitato Per La Salvaguardia Del Richiedei formata da forze territoriali molto disomogenee (PD Gussago, Lega Nord, Sinistra a Gussago, Udc oltre alle associazioni Familiari Gruppo Alzheimer e Famiglie gussaghesi) che si sono unite per affrontare la difficile questione.

L’obiettivo è di far percepire ai gussaghesi quanto grave e complessa sia la situazione della Fondazione, che fino a qualche anno fa era una tra le più annoverate strutture sanitarie della provincia, cercando nel contempo di sensibilizzare la cittadinanza e trovare delle soluzioni.

I DATI: sono pesantissimi nel triennio 2004-2007 si sono chiusi con perdite per la gestione pari a 6.800.000euro mentre per il 2008 è prevista una ulteriore perdita di 2.550.000euro (vedi anche precedente post dove già avevamo annunciato il problema). Il patrimonio immobiliare è passato secondo Claudio Peroni, portavoce dell’associazione Famiglie Gussaghesi, dai 50mln/euro al momento della costituzione della fondazione, agli attuali 28mln/euro i quali attualmente sono tutti ipotecati.

LE DIFFICOLTA’ sono generate dalla gestione, soprattutto a detta di Carlo Colosini della Sinistra per Gussago, vengono utilizzati prestiti ipotecari a fronte dell’utilizzo ordinario delle risorse finanziarie, inoltre la fondazione si trova nella condizione di far fronte ad altri imprevisti come ad esempio la la messa a norma dei posti letto che richiederà un’ulteriore esborso pari ad altri 2mln/euro, dove verranno trovate le ulteriori risorse per coprire la spesa? Secondo Carlo Bosio, uno dei cittadini intervenuti, anche sotto il piano occupazionale, le scelte fatte sono penalizzanti: da subito la riduzione di un terzo del personale, successivamente il blocco del turnover porterà fisiologicamente ad una riduzione ulteriore, dai 300 dipendenti attuali ai 200 a regime futuro inoltre vi sarà una drastica caduta dei diritti per quei lavoratori che verranno passati alle cooperative.

LE CONSEGUENZE: “Il Richiedei non sparirà ma non sarà più patrimonio dei gussaghesi” secondo Peroni, in quanto la gestione in questi anni ha esaurito tutto il patrimonio, si renderà necessaria una ricapitalizzazione che molto probabilmente dovrà essere effettuata dal comune e quindi a spese dei cittadini, ma se ciò non sarà poi seguito da azioni concrete e un piano per il futuro, ciò avrà l’effetto che si ottiene gettando dell’acqua in uno scolapasta.

Sotto il piano dei servizi, a detta di Bosio,è da prevedere un’abbassamento dei livelli qualitativi dovuta alle riduzioni che probabilmente intaccheranno anche il servizio sanitario.

Secondo Colosini, in merito all’aspetto contrattuale dei dipendenti, attualmente, i sindacati stanno cercando di stemperare il clima, però questo comportamento a tendere sarà riduttivo in termini di peso, in quanto i dipendenti e quindi le trattative sindacali saranno sempre meno valenti a causa della riduzione del potere di rappresentanza causato della pesante riduzione dell’organico.

LE RESPONSABILTA’ sono da ricercare quasi essenzialmente nelle carenze manageriali, infatti, secondo Maria Serina, portavoce del comitato (PDGussago), non si spiega come mai, l’esperienza maturata dalla casa di riposo datata 1860 mostri le sue difficoltà soltanto in questi ultimi anni, in particolare dalla costituzione della Fondazione, tanto da dover ricorrere a Cooperative esterne per la ricerca di nuove soluzioni alla sopravvivenza, che ne è stato dell’esperienza gestionale acquisita nel passato?

A detta del comitato inoltre, vi è stata una chiusura totale nel rapporto privilegiato che esiste tra il comune di Gussago (maggiore azionista) e Fondazione, senza mai far trapelare all’esterno i problemi, ciò supportato anche dal fatto che vi sono stati numerosi avvicendamenti alla presidenza del Cda. Difficoltà inoltre minimizzate anche dai numerosi comunicati stampa emessi sempre dal comune dove non sono mai trapelate notizie sulla reale situazione economica e patrimoniale. L'amministrazione gussaghese non ha mai indetto un tavolo per affrontare il problema né con gli Stakeholders nè con le associazioni territoriali, tantomeno con le altre forze politiche, difatti, a detta di Vincenzo Ferraresi (UDC), ” le nomine del Cda Richiedei sono state sempre ad appannaggio dei consiglieri di maggioranza evitando volutamente tutti gli altri interlocutori, si è peccato di superbia”

COSA FARE? L’unanimità dei presenti ha innanzitutto espresso la volontà di coinvolgere la cittadinanza per aprire una sensibilità sul “CASO RICHIEDEI”, tale volontà è evidenziata dal fatto che nonostante la scadenza elettorale oramai imminente, su questo problema si siano uniti soggetti storicamente diversi perché la preoccupazione è molta ed è necessario intervenire rapidamente, inoltre è opinione comune che il futuro sindaco di Gussago, di qualsiasi colore esso sia, avrà necessariamente bisogno di tutte le forze disponibili per risolvere la questione, da qui il comitato si auspica che altre forze sia del territorio, ma a questo punto anche al di fuori,si uniscano per trovare soluzioni spendibili.

QUALI SONO LE PROPOSTE? Sicuramente bisognerà trovare soluzioni che non ricadano sugli utenti sia in termini economici che qualitativi, è necessario costruire un progetto per il futuro.

Le proposte convergono sul fatto che è necessario ampliare l’offerta dei servizi anche al resto della provincia, comunque il comitato nei prossimi giorni si farà promotore di un’assemblea pubblica dove verranno affrontati tutti gli argomenti esponendo anche le soluzioni individuate.

Continua…….

domenica 8 marzo 2009

Benvenuto Don Adriano

Oggi ha fatto ingresso come Parroco, nella Parrocchia di Gussago Don Adriano Dabellani
Un caloroso saluto di benvenuto nella nostra comunità da parte della redazione di GussagoBlog, con l'invito a seguirci assiduamente e se lo vorrà, a sfruttare questo nostro spazio qualora lo ritenga opportuno.


Breve carta di identità di Don Adriano.
Nasce nella popolosa parrocchia di Ghedi il 16 dicembre del 1955. E’ battezzato il 28 dicembre dello stesso anno. Nasce in una famiglia di buona tradizione religiosa. E’ il secondo dei tre figli nati da Mario e da Lucia Ghitti. Adriano Dabellani viene al mondo in un paese dal volto cristiano cattolico, nel quale sono in atto alcune trasformazioni ecclesiali sociali significative: si sta vivendo con ansia la celebrazione del Concilio Vaticano II, le campagne si stanno svuotando e la civiltà contadina con la ricchezza dei suoi valori, pian piano sta venendo meno. Come tutti i bambini e ragazzi di quel tempo riceve una solida formazione umana e cristiana frequentando l’Oratorio e il gruppo del piccolo clero. Entra nel Seminario Diocesano di Brescia dopo la terza media. Negli anni in cui Adriano decide di orientarsi al sacerdozio e vive il cammino di preparazione, a Ghedi e nel Seminario Diocesano operano ottimi sacerdoti. Li ricorda spesso con gratitudine dicendo che le ragioni profonde della riconoscenza sono indicibili. Nei confronti del Seminario diocesano mantiene sempre una simpatia e un affetto autentici, perché grazie a questa famiglia la sua giovinezza è cresciuta verso un traguardo affascinante. Terminato il normale percorso di studi che è richiesto (medie superiori e teologia), nella chiesa Cattedrale di Brescia dal Vescovo Mons. Luigi Morstabilini è ordinato Diacono il 23 giugno del 1979 e Sacerdote il 14 giugno del 1980. Dopo l’ordinazione è nominato vicario parrocchiale in città nella Parrocchia di S. Maria Crocifissa di Rosa. Con entusiasmo e generosità, subito inizia a lavorare in un oratorio ricco di presenze. Numerosi erano gli educatori, i bambini, i ragazzi che appartenevano all’AGESCI, all’Azione Cattolica e ai gruppi che periodicamente si incontrano per il catechismo. Insegna religione nella scuola elementare Dante Alighieri e nella Scuola media Ugo Foscolo. La presenza in Parrocchia dell’Ospedale Ronchettino, lo calamitava nell’assistenza religiosa ai bambini malati e alle loro famiglie. Nel giugno del 1983 Mons. Bruno Foresti nominato Vescovo di Brescia, lo chiama in Curia per essere il Suo segretario personale. La vita di don Adriano subisce un cambiamento totale. Degli anni vissuti in casa con il Vesovo si conosce ben poco. Vicinissimo al Vescovo, ma anche sapienemente distante e preoccupato di vivere con lui il giusto rapporto tra parola e silenzio. Si può dire che ha goduto la stima del Vescovo, di Mons. Olmi, di Mons. Gazzoli e di molti sacerdoti, religiosi e laici. Nella Segreteria del Vescovo si è distinto per intensa laboriosità, grande riservatezza, abilità diplomatica. Ogni tanto fuggiva per incontrare le sue amate alte montagne per ritemprarsi fisicamente e spiritualmente. Contemporaneamente aiutava la vicina Parrocchia di Santa Maria in Calchera seguendo l’attività del piccolo oratorio di Via Musei. Nel novembre del 1991 lascia la segreteria del Vescovo perchè nominato Assistente Spirituale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove vi rimane fino al novembre del 2001. Dalla Segreteria Vescovile all’Università Cattolica, secondo cambiamento. Immediatamente si mette all’opera per essere vicino agli Universitari, ai Docenti, al Personale tecnico amministrativo con attività di pastorale universitaria che aiutino a coltivare cristianamente il pensiero e le attività di coloro che studiano, che insegnano, che sono impegnati nella ricerca scientifica. Nominato docente, sale in cattedra per i Corsi di Introduzione alla Teologia. Ha creato le condizioni per vivere momenti belli di amicizia goliardica: feste, viaggi, vacanze a Villa Dalegno. In questi anni l’Università Cattolica comincia crescere in numero di persone e in qualità di servizi. Si aprono nuove Facoltà, nuovi Corsi, nuove residenze universitarie, tra queste ricordiamo la fondazione della residenza Universitaria Mons. Luigi Morstabilini, da lui tenacemente voluta in Via Musei nei locali della parrocchia di Santa Maria in Calchera. Alla fine di dicembre del 2001 chiede di partire come missionario fidei donum per il Brasile. Il Vescovo Mons. Giulio Sanguineti lo manda in Africa, destinazione Mozambico. Terzo cambiamento. Assegnato inizialmente alla Parrocchia di Mocodoene, nel settembre dello stesso anno dal Vescovo locale Mons. Alberto Setele è chiamato in città, a Inhambane, per essere il Rettore del Seminario Diocesano. Dalle (lunghe) lettere che ci spediva si capiva che la sua diuturna dedizione non era venuta meno, anzi conosceva ritmi ancora più sostenuti. Inizia un lavoro intenso per dare al Seminario Diocesano un volto diverso. Durante questi anni grazie alla generosità dei bresciani avvia la pastorale vocazionale, riqualifica la formazione nel Seminario, ristruttura completamente la casa, la rende economicamente autosufficiente, vive la gioia di accompagnare all’altare i primi cinque sacerdoti diocesani. Nel frattempo non si risparmia per aiutare economicamente i molti poveri che quotidianamente ricorrono a lui. Grazie alla sua abilità amministrativa (a Inhambane era anche economo generale della Diocesi), le finanze della Chiesa locale migliorano notevolmente. Rientrato dall’Africa Mons. Luciano Monari gli chiede di diventare Parroco della parrocchia di S Maria Assunta di Gussago, ultimo cambiamento.

sabato 7 marzo 2009

Via alla ristrutturazione, dopo le difficoltà nei bilanci della Fondazione di Gussago




Bresciaoggi
sabato 07 marzo 2009

La Richiedei si smembra
in affitto la casa di riposo

di Sergio Botta

Svolta epocale alla Fondazione «Nobile Paolo Richiedei». La Rsa non sarà più gestita direttamente dall’ente, bensì dalla cooperativa sociale «Il Gabbiano» di Pontevico che pagherà un affitto dei locali, assumendosi l’onere dei servizi socio - assistenziali. Il contratto sottoscritto ieri pomeriggio da Piero Isonni e Giacomo Bazzoni, rispettivamente presidenti della Fondazione e della Cooperativa, prevede un affidamento di 6 anni rinnovabile per altrettanti.
Ma non ci saranno contraccolpi sull’occupazione per gli 80 dipendenti in esubero, secondo il Piano di ristrutturazione aziendale per sanare il deficit accumulato. Trenta saranno assorbiti dal «Gabbiano», mentre per 50 si attiverà il blocco delle assunzioni e del turn over, spalmato in tre anni. In sostanza si attiveranno risoluzioni contrattuali di tipo volontario: pensionamenti, prepensionamenti, dimissioni, trovando d’accordo anche le organizzazioni sindacali che temevano la perdita di posti di lavoro a fronte di una ristrutturazione aziendale. Con la cessione di un ramo d’azienda , in esercizio dal 1881, si ritiene che nel triennio la Fondazione «Richiedei» possa risanare il bilancio, migliorando la qualità dei servizi (assistenza domiciliare, settori analisi, riabilitazione, reparto acuti). Il presidente Isonni ha illustrato i vantaggi dell’operazione: «I locali della Rsa saranno completamente ristrutturati. Inoltre, si prevede un aumento dei posti letto da 94 a 107 più 6 di "sollievo". E le rette? Per i residenti di Gussago non ci sarà alcun aggravio, salvo l’incremento Istat, mentre per gli esterni ci sarà un adeguamento anche se il "Richiedei" manterrà un potere di supervisione». Se a questo si aggiunge la salvaguardia del posto di lavoro e il mantenimento dei servizi con la loro ottimizzazione, la quadratura del cerchio si completa. E alla soddisfazione del presidente si è aggiunta quella di Bazzoni per il «Gabbiano», cooperativa fondata nel 1988, che occupa 600 tra dipendenti e collaboratori. Due gli obiettivi: il rispetto dell’assistenza all’anziano e quello per i dipendenti. È poi intervenuto il direttore generale Francesco Luzzardi che ha definito «ottimo l’accordo con i sindacati». Infine il sindaco di Gussago Bruno Marchina ha spiegato che la Fondazione «è ora in condizione di camminare con le proprie gambe, trovando un equilibrio gestionale».


venerdì 6 marzo 2009

Pensieri liberi e un pò malinconici

Che la viabilità a Gussago non sia il massimo, beh, questa è opinione abbastanza diffusa, quella extraurbana però, forse a causa del pendolarismo che si è creato tra Gussago e Brescia, è senz’altro peggiore. Una volta, non molti anni fa, ero lavoratore turnista, certe questioni, forse mi pesavano meno, o più semplicemente non le “toccavo con mano”… Poi, cambiato mansione, cambiato orario, e da qui il dramma del traffico. Al mattino, tutti ordinatamente in fila, da via Caporalino fino alla città… 20Km/h… forse trenta magari se parti dieci minuti prima anche quaranta.. Diciamo una mezz’oretta al giorno.. almeno fino a quando ci sono le scuole aperte, poi le cose migliorano e questo si ripete tutti gli anni, ciclicamente un po’ come le stagioni, ci si abitua, sempre un po’ incazzati, non lo nego, però ci si abitua.
Poi nel 2008 qualcosa cambia… settembre.
Inizia la scuola, piano piano ricomincia la stagione autunnale.. il ciclo riprende..
Ma, qualcosa stona, 40Km/h…. ottobre… ancora più rapidi: Gussago-Brescia 15 minuti circa.
Allora ti chiedi… che miracoloso lavoro è stato fatto? La terza corsia della tangenziale? Ma no.. non è possibile! Allora che?
Stamattina.
Mi trovo al semaforo, casualmente affianco un concittadino, un gussaghese, però siamo in via Volturno, velocemente, cinque minuti da Gussago!..
Cortesemente lo saluto, poi tiro giù il finestrino, vorrei scambiare una battuta, magari ironica, con un po’ di sarcasmo… sai quelle che si fanno alla mattina prima di andare al lavoro no..
Invece mi anticipa, mi dice: Stamattina…non c’è traffico…
Ci guardiamo senza parlare, lo saluto un po’ malinconicamente.
Poi stamattina fortunatamente, sono andato al lavoro…


Stefano