Blog di informazione Libera e Indipendente a Gussago Fatti, Opinioni, Pensieri, Avvenimenti, Novità sul territorio. Qui non vi sono censure alle opinioni e ai vostri commenti (naturalmente il tutto nel rispetto e nell'educazione) pertanto siete i benvenuti.

Visualizzazione post con etichetta razzismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta razzismo. Mostra tutti i post

lunedì 9 novembre 2009

Gussago: a febbraio un'ora di silenzio contro il razzismo in Piazza Vittorio Veneto

QuiBrescia.it
sabato 07 novembre 2009


(red.) Un’ora di silenzio per dire sì “all’uguaglianza di diritti per tutte le persone, “senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” (art. 3 della Costituzione), per affermare la libertà di accoglienza per bambini, donne e uomini, e sostenere la fratellanza di popoli e culture.
E’ la proposta della Carovana dei diritti e del Tavolo della pace Franciacorta monte Orfano rivolta ai cittadini bresciani sensibili ai problemi del razzismo, che oggi, secondo l’associazione, è in fase di recrudescenza e si lega ai flussi migratori e alle intolleranze nei confronti delle minoranze religiose e sessuali.
“Anche la società italiana e le nostre città” afferma la Carovana dei diritti, “ sono attraversate da preoccupanti spinte razziste e di carattere xenofobo nei confronti soprattutto dei migranti, della popolazione rom e degli omosessuali".
Particolarmente preoccupante è il caso italiano: presentando l'ultimo rapporto, Amnesty international ha rilevato infatti "una pericolosa china razzista" del nostro paese, mentre diverse iniziative promosse dalle associazioni della società civile cercano di contrastare le campagne di criminalizzazione degli immigrati e dei rom, spesso istigate da talune formazioni politiche e sostenute da potenti mass-media, e ad aprirsi senza paura agli altri difendendone i comuni diritti”.
Più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia, lavoratori che, sostengono gli organizzatori dell’iniziativa, sono di aiuto all’economia del Paese e cercano di integrarsi nella comunità italiana. Persone spesso vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori specialmente quando aumentano l’insicurezza economica e il disagio sociale.


“Una società che si chiude sempre di più in se stessa” si legge nel programma del tavolo per la pace, “che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica e senza futuro”.


Per tutelare il diritto di ognuno alla libertà viene proposto un momento di silenzio e di riflessione che la Carovana dei diritti porterà nelle piazze bresciane a partire da domenica 29 novembre a Rovato, in piazza Cavour dalle ore 10 alle 11.
Stessa iniziativa domenica 20 dicembre a Coccaglio in piazza Luca Marenzio alla stessa ora, domenica 31 gennaio 2010 sarà la volta di Chiari, dove la Carovana dei diritti sosterà dalle 10, 30 alle 11, 30 in piazza Zanardelli. A Gussago appuntamento in piazza Vittorio Veneto dalle 10 alle 11 di domenica 28 febbraio 2010. Ultima tappa domenica 28 marzo 2010 a Cologne, in piazza Garibaldi dalle 10 alle 11.

mercoledì 17 giugno 2009

..DICONO CHE IL CENTRODESTRA SIA RAZZISTA....

quando sento che il razzismo (per il cui significato intrinseco invito
tutti alla consultazione dello Zingarelli) come comportamento viene
accomunato a chi per educazione, formazione, tradizione si identifica
politicamente con lo schieramento di centrodx, mi cadono le braccia.
Si
certo qualche eccesso o qualche scalmanato riempie le file qua e la',
ma se penso alla mia realtà personale quotidiana, ance se sono stato
eletto nel centrodestra a Gussago, chi mi conosce fatica a definirmi
razzista. Nei quotidiani fatti, di questi tempi come molti, come tutti,
siamo a stretto contatto con Persone che arrivano da ogni latitudine e
longitudine del mondo intero in nome di quella "benedetta"
globalizzazione che non ci fa dormire sonni tranquilli, ormai da tempo
per innumerevoli motivazioni. Sono ormai vent'anni che lavoro ogni
giorno gomito gomito con Persone, Ragazzi extracomunitari, indiani,
pachistani, romeni, albanesi, magrebini, ecc. ecc. ed il tempo che ho
trascorso a fare la cosa più importante e che occupa la maggior parte
della giornata di ognuno, il lavoro, mi ha insegnato a conoscere questa
gente, cogliere nella fatica comune, ogni aspetto positivo e negativo,
chi non ne ha. All'inizio la pazienza veniva un poco meno, ora
l'esperienza aiuta ed induce ad una calma che porta alla collaborazione
con queste Persone, e senza pregiudizi ora i tempi sono maturi per
collaborare sempre più, per integrarsi giorno per giorno, per isolare
altre Persone dei loro che con l'integrazione e la volontà o il
rispetto reciproco non hanno nulla a che fare. Dopo anni ed anni, credo
che nella mia micro realtà lavorativa, con grande impegno e
disponibilità e grande fatica, i risultati prima timidi, ora arrivano,
e si spera sempre più copiosi. Persone, Ragazzi, magari con un gap di
conoscenze tecniche, tecnologiche all'inizio carenti, ma con una grande
volontà, grande curiosità, grande fame di imparare tra le difficoltà
dei loro mille limiti, perché cresciuti la dove le possibilità a loro
offerte, sono veramente minime o inesistenti. Conoscendo questi
ragazzi, coetanei stranieri dei miei figli, ho compreso molte cose,
come che il "diritto allo studio", non è un diritto, ma un privilegio,
di cui spesso i ns. ragazzi non ne comprendono il valore fino in fondo,
basta vedere dove è classificata la qualità dei nostri studenti nelle
classifiche OCSE. Comprendo il loro sacrificio, di avere lasciato le
radici insieme ai genitori, gli amici, lontano, e dover vivere qui nel
pieno di una crisi economica che preme e fa guadagnare poco, quando
conosciamo tutti quanto costa la vita dalle nostre parti. Razzista per
me è un'etichetta che non accetto, anzi respingo addebitandola al
mittente, che merita pienamente quando ne fa uso per attaccare o
prendere le distanze a priori senza conoscere, gente come me che
viceversa nel rispetto reciproco delle regole esistenti messe a
disposizione nel nostro Paese democratico, desidera accogliere le brave
ed oneste Persone, dando o offrendo le capacità per e le energie per
aiutare le loro Comunità in Italia ad organizzarsi. Parlo per
esperienze realmente vissute in prima persona, dove per motivi
professionali ho visitato anche Paesi di provenienza di queste persone,
oltre che lavorare a stretto contatto nel nostro sistema produttivo
Bresciano e non, con tutto ciò che comporta ogni aspetto del mondo del
lavoro. Ho conosciuto per esempio una comunità di settemila famiglie
provenienti dal Ghana, il cui presidente per il nord Italia, Richard,
anzi Dott. Richard, è diventato un carissimo amico, con il quale
abbiamo condiviso in prima linea, difficoltà comuni,e vere, ognuno
difendendo il ns. interesse, per raggiungere un obbiettivo comune per
noi di grande importanza per le rispettive aspettative e prospettive
future nel campo in cui lavoriamo. Persona preparatissima, anzi da Lui
o imparato un metodo, e molti altri aspetti, come quello della fiducia
che bisogna imparare a concedere ed a ricevere non in modo
superficiale, e questo ci ha legato in stretta amicizia nel tempo e
consolidata fiducia reciproca. Ciò premesso però in occasione di una
tornata elettorale dove sono stato candidato per il Comune di Brescia,
ho tentato di coinvolgere questa comunità offendo loro possibilità
concrete di organizzazione visto le continue difficoltà che
affrontavano ogni giorno e che le Istituzioni non erano in grado di
entrare in merito. Chiesi loro di organizzarsi in un sindacato loro,
per i problemi legati alla casa in affitto o in acquisto di organizzare
un ufficio tipo SUNIA, ma da loro gestito, anche in misto inizialmente,
e dopo un incontro durato tutta la sera, Richard venuto dal suo ufficio
di Milano, mi da una risposta che mi ha fatto cadere le braccia,
buttando tutto nel discorso che la sua comunità non voleva avere a ce
fare con la politica, e voleva attenersi a comunità spirituale. Grande
delusione per me nel capire che tutto ciò ce offrivo concretamente con
il mio coinvolgimento personale, in realtà era in fondo aggirato da una
"questione spirituale", lasciando tutto nella confusione, nella
difficoltà di dover chiedere sempre la "carità" ma la confusione voluta
da una certa parte del nostro potere, lascia di fatto queste persone e
comunità vagare a loro piacere, senza controllo vero effettivo del
numero della provenienza delle capacità delle aspettative, insomma in
un forte ritardo nel adottare un metodo che consenta un rapporto franco
verso un'integrazione vera e concreta con le Persone che arrivano sul
nostro territorio. Compresi gli accordi bilaterali fra le nostre
Amministrazioni ed i loro luoghi di provenienza, rapporti diretti,
anche questi che dovevano essere una garanzia per loro, non erano ben
compresi, ben capiti. Peccato, li ho capito che il problema
immigrazione è un problema che si morde la coda e come dice il Cardinal
Bagnasco, della CEI in un discorso trasversale rivolto a tutti noi, il
fenomeno immigrazione va gestito ed inquadrato seriamente, altrimenti
rischia di travolgerci tutti irreparabilmente, appello anche a tutte le
forze politiche indistintamente. Vero verissimo, ecco la visione che ho
dell'immigrazione e della voglia di aiutare questa gente, non di
raddrizzarli, ne di respingerli, ma di aiutarli ad organizzarsi
facendoli diventare loro stessi Istituzione di se stessi capace di
dialogare con le nostre istituzione, consapevoli che un’istituzione
gode di tutti i diritti regolati da una legge chiara per tutti e senza
distinzioni, che regola allo stesso modo e con eguale importanza anche
i doveri che spettano in pari percentuale a tutti coloro che si
avvalgono seriamente di questi strumenti.
Quando riusciremo a
convincere, Persone come il mio amico Richard, ad incanalarsi, ad
incanalare le loro comunità in questo alveo, avremo fatto insieme un
passo in avanti dandoci ed aprendo serie possibilità di ulteriore
crescita reciproca nel rispetto reciproco.

Scusate la lungaggine e
grazie della disponibilità

marco.penazza@tin.it